Il (poco) silenzio dei santoni
Quelli lì dei Cinque stelle della Camera che hanno fatto incazzare il duo al comando (solito digrignare di denti da una parte, stavolta minor battere di denti dall’altra) hanno usato la parola esatta: saccenti. Saccenti appaiono (che poi, saccenti sono) gli eletti pentastellati quando prendono la parola in Aula: vi teniamo il fiato sul collo, vi smascheriamo, siamo la verità, vi facciamo paura, eh?, finita la pacchia, ci siamo noi cittadini… Gne-gne-gne, col ditino puntato: sostanza niente, approssimazione tanta, enfasi sconfinata.
21 AGO 20

Quelli lì dei Cinque stelle della Camera che hanno fatto incazzare il duo al comando (solito digrignare di denti da una parte, stavolta minor battere di denti dall’altra) hanno usato la parola esatta: saccenti. Saccenti appaiono (che poi, saccenti sono) gli eletti pentastellati quando prendono la parola in Aula: vi teniamo il fiato sul collo, vi smascheriamo, siamo la verità, vi facciamo paura, eh?, finita la pacchia, ci siamo noi cittadini… Gne-gne-gne, col ditino puntato: sostanza niente, approssimazione tanta, enfasi sconfinata. Nessuno li sta a sentire – loro credono per paura di quello che dicono, di solito è perché se non sei Merola la sceneggiata non regge. Anzi irrita: persino quella di Beppe, capocomico supremo, figurarsi quella dei figuranti. E’ solo l’estrema versione farsesca di altre “diversità” – tra tutte quella che fu vanto e macina al collo del Pci – che periodicamente tornano a galla. Uno per un po’ guarda, si diverte, dopo un po’ si scoccia. E allora scatta il “vaffa!” – come da grillesco instradamento (domenica scorsa). Poi è cominciata la comica sarabanda – sul quanto siete coglioni voi italiani, quanto siete pensionati voi italiani, quanto siete di merda voi italiani.
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La vagonata presa dalla Spett.le Grillo & Associati tutti, è stata fenomenale. Però mai quanto la reazione – si segnalano i capolavori comici di Travaglio, il più eccelso tra i “giustificazionisti” (è il prof. Fiandaca delle cause sbagliate) del terremoto che ha spinto il conducator a trascinarsi dalla villa di Sant’Ilario alla villa di Bibbona. E i Saccentoni Civili che osannavano, che assentivano, che a essere da Grillo candidati al Quirinale si prestavano? Tacciono quasi, con un po’ d’imbarazzo. Ma la risposta già si annuncia (dopo poche ore di raccoglimento) non meno briosa dello spettacolo andato in scena. Così, in stretta contiguità, mentre Travaglio cerca le parole giuste, una nuova transumanza democratica si annuncia: il 2 giugno, a Modena, “contro la svolta autoritaria”. Tutti i cari santoni nostri – professoroni e giornalistoni e vigilantes democratici – in marcia su invito della pensosa Libertà e Giustizia: Travaglio e Rodotà, Zagrebelsky e Caselli, Bonsanti e Carlassare, a motivo che “il paese di oggi sembra aver tradito il grande sogno democratico dei padri fondatori”. Così, dopo l’Italia immeritevole di tanta grazia grillina, massoni/corrotti/venduti/pensionati mentali che altro non siete. Si sa, spiega Jacopo Fo (figlio: mica può sempre far tutto il capofamiglia) “il 75 per cento della popolazione non arriva a leggere due libri l’anno”. E mentre le residue avanguardie democratiche si avanzano sulla via Emilia, a sorpresa, Beppe li conduce da Mr Farage, uno che volendo glielo dà lui “il grande sogno democratico dei padri fondatori”. Però senza olio di ricino, casomai con una pinta di birra. Salute!